LICIO GELLI, LA LOGGIA PROPAGANDA DUE E LA MASSONERIA. CONCLUSIONI
Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009
Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
Indice
Volendo capire le ragioni che sottostanno all’abnorme situazione che abbiamo delineato – anche al fine di evitare l’espressione di sommari giudizi che finirebbero per coinvolgere, con suo ingiusto danno, chi per tali vicende non porta responsabilità alcuna o comunque ha una responsabilità estremamente limitata – è necessario formulare alcune considerazioni finali di ordine generale.
Va in primo luogo dichiarato che il ruolo e le attività di Licio Gelli erano conosciuti, anche se in modo parziale e frammentario, nell’ambito dell’intera comunità massonica, presso la quale il fenomeno Gelli e le sue possibili implicazioni erano in qualche modo note e non pacificamente accettate, poiché è certo che esse costituirono punto di dissenso e di scontro all’interno della famiglia massonica: ne fanno fede la mai sopita lotta condotta dai cosiddetti “massoni democratici”, nonché il voto dei Maestri Venerabili che decretarono la demolizione della Loggia P2 nel corso della Gran Loggia di Napoli.
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