LICIO GELLI, LA LOGGIA PROPAGANDA DUE E LA MASSONERIA. CONCLUSIONI

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
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Volendo capire le ragioni che sottostanno all’abnorme situazione che abbiamo delineato – anche al fine di evitare l’espressione di sommari giudizi che finirebbero per coinvolgere, con suo ingiusto danno, chi per tali vicende non porta responsabilità alcuna o comunque ha una responsabilità estremamente limitata – è necessario formulare alcune considerazioni finali di ordine generale.
Va in primo luogo dichiarato che il ruolo e le attività di Licio Gelli erano conosciuti, anche se in modo parziale e frammentario, nell’ambito dell’intera comunità massonica, presso la quale il fenomeno Gelli e le sue possibili implicazioni erano in qualche modo note e non pacificamente accettate, poiché è certo che esse costituirono punto di dissenso e di scontro all’interno della famiglia massonica: ne fanno fede la mai sopita lotta condotta dai cosiddetti “massoni democratici”, nonché il voto dei Maestri Venerabili che decretarono la demolizione della Loggia P2 nel corso della Gran Loggia di Napoli.
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La seconda fase della Loggia P2: dal 1974 al 1981

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
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Gli anni che corrono dal 1975 al 1981 segnano il periodo cruciale nella storia della Loggia P2 per le vicende che essa attraversa sia all’interno della massoneria che al di fuori di essa. Per la comprensione di tali avvenimenti vanno premesse alcune considerazioni di ordine generale senza le quali risulta difficile la lettura dell’ampia documentazione in possesso della Commissione.
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La prima fase della Loggia P2: dal 1965 al 1974

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
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Quando si passi ad esaminare il ruolo ricoperto da Gelli nella massoneria e la portata dell’influenza da lui esercitata nell’ambito dell’istituzione, e fuori di essa valendosi della sua posizione massonica, il dato al quale occorre in primo luogo dare adeguato rilievo è quello relativo alla data relativamente recente della sua militanza massonica. Il Gelli infatti, personaggio che domina la scena massonica dalla fine degli anni sessanta sino all’inizio degli anni ottanta, entra in massoneria solo nel 1965 e apparentemente non senza contrasti, poiché la sua domanda di ammissione viene fermata per un anno prima di essere messa in votazione. Ma già l’anno successivo il Gran Maestro aggiunto, Roberto Ascarelli, segnala Licio Gelli al Gran Maestro, Giordano Gamberini, raccomandandolo come elemento in grado di portare un contributo notevole all’istituzione, in termini di proselitismo di persone qualificate. E’ così che il Gelli, ancora fermo al primo grado della gerarchia (apprendista), viene prima cooptato dalla originaria Loggia Romagnosi alla Loggia riservata Hod che fa capo allo stesso Ascarelli – con un provvedimento di avocazione del fascicolo personale preso direttamente dal Gran Maestro Gamberini – per essere quindi nominato nel 1971 segretario organizzativo della Loggia Propaganda che diventa “Raggruppamento Gelli-P2″.
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LA MASSONERIA DI PALAZZO GIUSTINIANI E LE ALTRE “FAMIGLIE” MASSONICHE

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
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L’organizzazione ispirata e guidata da Licio Gelli, denominata Loggia Propaganda Due, nasce e si sviluppa nell’ambito della maggiore comunione massonica esistente in Italia: il Grande Oriente di Italia di Palazzo Giustiniani. Si rende pertanto necessaria una breve disamina della presenza massonica nel nostro paese e delle sue strutture al fine di comprendere e valutare nella sua esatta dimensione il fenomeno della Loggia massonica P2, oggetto di un apposito provvedimento di scioglimento votato dal Parlamento.
La massoneria italiana si compone di due maggiori organizzazioni o “famiglie”, comunemente indicate con il sintetico riferimento alla sede storicamente occupata, come di Palazzo Giustiniani e di Piazza del Gesù; questa si configura a sua volta come promanazione della prima a seguito di una scissione intervenuta nel 1908, in ragione di contrasti attinenti l’atteggiamento da assumere sulla legislazione concernente l’insegnamento religioso nelle scuole.
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Introduzione alla relazione di maggioranza – Commissione parlamentare P2

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

Relazione di maggioranza – Commissione parlamentare sulla loggia massonica P2
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La valutazione e l’esatta comprensione delle conclusioni che la Commissione parlamentare di inchiesta sulla Loggia massonica P2 consegna al Parlamento al termine dei suoi lavori, richiedono alcune preventive precisazioni intorno al metodo ed ai criteri secondo i quali la presente relazione è stata redatta.
Il problema fondamentale con il quale la Commissione nel corso dei suoi lavori ed il relatore nella stesura del documento finale si sono dovuti confrontare è stato quello della vastità della materia oggetto di indagine, che non solo interessa i più svariati campi della vita nazionale, intrecciandosi altresì con argomenti oggetto di altre inchieste parlamentari, ma si estende inoltre lungo l’arco di un periodo di tempo più che decennale.
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Relazione di maggioranza della commissione parlamentare sulla loggia massonica P2

Scritto da Clio - Archiviato in Anni Settanta | Pubblicato il 19-10-2009

COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2

(Legge 23 settembre 1981, n. 527)
RELAZIONE DI MAGGIORANZA dell’onorevole TINA ANSELMI

INDICE:
COMPOSIZIONE DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE D’INCHIESTA SULLA LOGGIA MASSONICA P2
INTRODUZIONE
LA MASSONERIA DI PALAZZO GIUSTINIANI E LE ALTRE “FAMIGLIE” MASSONICHE
LA PRIMA FASE DELLA LOGGIA P2: DAL 1965 AL 1974
LA SECONDA FASE DELLA LOGGIA P2: DAL 1974 AL 1981
LICIO GELLI, LA LOGGIA PROPAGANDA DUE E LA MASSONERIA. CONCLUSIONI
IL SEQUESTRO DI CASTIGLION FIBOCCHI
AUTENTICITA’ ED ATTENDIBILITA’ DELLE LISTE
LA STRUTTURA ASSOCIATIVA DELLA LOGGIA P2
LA POSIZIONE PERSONALE DEGLI ISCRITTI
GLI APPARATI MILITARI E I SERVIZI SEGRETI – LA DOCUMENTAZIONE ANTERIORE ALL’INFORMATIVA COMINFORM
L’INFORMATIVA COMINFORM ED I SUOI SVILUPPI
LA DOCUMENTAZIONE SUCCESSIVA ALL’INFORMATIVA COMINFORM
ANALISI DEI DOCUMENTI
GLI APPARATI MILITARI. CONCLUSIONI
I COLLEGAMENTI CON L’EVERSIONE – CONTATTI CON L’EVERSIONE NERA
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
L’AFFARE MORO
LA LOGGIA P2, LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE E LA MAGISTRATURA – I RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
I RAPPORTI CON LA MAGISTRATURA
IL MONDO DEGLI AFFARI – IL MONDO DEGLI AFFARI E DELL’EDITORIA
I RAPPORTI INTERNAZIONALI
LA LOGGIA P2 E IL MONDO POLITICO
LA LOGGIA P2 COME ASSOCIAZIONE POLITICA
IL PIANO DI RINASCITA DEMOCRATICA ED IL PRINCIPIO DEL CONTROLLO
CONCLUSIONI
CONSIDERAZIONI FINALI E PROPOSTE
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Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789

Scritto da Clio - Archiviato in Rivoluzione Francese | Pubblicato il 09-10-2009

La Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789 (Déclaration des Droits de l’Homme et du Citoyen) è uno dei documenti più importanti dell’età contemporanea.

Dopo la Rivoluzione del 14 luglio 1789 venne immediatamente eletta una speciale commissione con l’incarico di stilare gli articoli della Déclaration.

Basata sul testo proposto dal marchese di La Fayette, il progetto della Dichiarazione venne discusso dall’Assemblea Nazionale Costituente dal 20 al 26 agosto e, nella redazione definitiva, fu accettato dal re Luigi XVI il 5 ottobre 1789 per essere inserito come preambolo nella Carta costituzionale del 1791.

Sicuramente è un documento che merita – per il suo peso storico e per la comodità di una consultazione allo stesso tempo rapida ma affidabile, e soprattutto fedele all’originale – uno spazio nella raccolta di documenti che vorrei allestire.

Déclaration des Droits de l’Homme en Société
Anonyme
Extrait des procès verbaux de l’Assemblée nationale, des 20, 21, 23, 24 et 26 août & premier Octobre 1789

acceptée par le roi le 5 octobre 1789

Les Représentans du Peuple François, constitués en Assemblée Nationale, considérant que l’ignorance, l’oubli ou le mépris des droits de l’Homme sont les seules causes des malheurs publics et de la corruption des Gouvernemens, ont résolu d’exposer, dans une Déclaration solemnelle, les droits naturels, inaliénables et sacrés de l’Homme, afin que cette Déclaration, constamment présente à tous les Membres du corps social, leur rappelle sans cesse leurs droits et leurs devoirs ; afin que les actes du pouvoir législatif, et ceux du pouvoir exécutif pouvant à chaque instant être comparés avec le but de toute institution politique, en soient plus respectés ; afin que les réclamations des Citoyens, fondées désormais sur des principes simples et incontestables, tournent toujours au maintien de la Constitution, et au bonheur de tous.

En conséquence, l’Assemblée Nationale reconnaît et déclare, en présence et sous les auspices de l’Être Suprême, les droits suivants de l’Homme et du Citoyen.

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