Storia Contemporanea

Sull’idea di cittadinanza

Da quanto si è detto sin qui si deve dedurre che l’idea di cittadinanza — polverosa e claudicante — dev’essere relegata nelle soffitte del pensiero politico e delle tecniche di governo della società? Nient’affatto. Anche se non è più lo scrigno di tutte le franchigie, io credo, essa va piuttosto ricuperata pazientemente in chiave solidaristica e identitaria, perché può porre un freno all’individualismo, all’edonismo, al nuovo feudalesimo economico e finanziario, all’inflazione di «diritti» superflui o addirittura dannosi perché forieri di nuove disuguaglianze.

Silvio Lanaro, La cittadinanza tra semantica e storia, in [Atti Sissco 1999] Cittadinanza. Individui, diritti sociali, collettività nella storia contemporanea (a cura di C. Sorba), 2002, p. 11


Discussione

  •     Giovanni Domenella   -  

    La cittadinanza una volta partiva dal basso: dal legame con la città di appartenenza, legame che oggi è invece sfumato nella residenzialità. Poichè tutti possono essere residenti in un posto nativii e stranieri, ospiti e pendolari lla cittadinanza si configura come libertà di circolazione, affermazione di diritti, rivendicazione di benefici e privilegi. Questo nuovo tipo di cittadinanza gratuita che cancella ogni dovere e responsabilità è come la nostra Pubblica Finanza parassitaria e fallimentare.

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