Storia Contemporanea

Nido di Vespe – Gruppi partigiani al Quadraro

Durante gli anni del regime fascista il Quadraro venne chiamato per bocca di Kappler, il carnefice delle Fosse Ardeatine, “Nido di vespe“, perchè luogo nella città di Roma dove la resistenza e la lotta al fascismo era più forte che altrove.
Non a caso la zona dopo Porta Furba veniva considerata dai tedeschi già l’inizio del ‘fronte’ e, come risulta dalle memorie del Console tedesco a Roma Eitel Moelhausen, i veri rifugi dei partigiani, dove potevano sparire senza lasciare traccia, erano individuabili in due soli luoghi, il Vaticano e il Quadraro.

Sarà stato anche perchè al Quadraro esisteva una chiesa, Santa Maria del Buon Consiglio, con un parroco generoso, Padre Don Gioacchino Rey noto antitedesco, e una scuola cattolica che accoglieva gli studi delle elementari e quindi sottraeva all’educazione del regime molti giovani, che il quartiere fu vissuto da numerose formazioni parrtigiane che ebbero un ruolo importante nella lotta al nazi-fascismo e per la liberazione di Roma.

La formazione partigiana che potremmo definire propria del Quadraro era la Banda Basilotta di estrazione proletaria, aderente alle idee socialiste del tempo.
Il nome derivava da Gioacchino Basilotta, artigiano che la dirigeva. Al gruppo prese parte anche il famoso ‘gobbo’, Giuseppe Albano, che durante un’azione ad un’osteria del quartiere uccise 3 soldati tedeschi.
La banda fece numerose azioni al Quadraro ma anche in altri quartieri limitrofi.

Altra formazione ad avere sede al Quadraro era la Formazione partigiana ‘Il Lavoro’ che si era stabilita all’interno di Cinecittà con una base vicino gli studi cinematografici. Questa faceva capo al Partito d’Azione. I suoi capi erano Gianni Barcellona e Fernando Mercurio.
La particolarità di questa banda era la sua specializzazione in azioni di sabotaggio alle truppe naziste e ai depositi tedeschi che una voltaassaltati venivano privati del contenuto e successivamente le merci venivano distribuite gratuitamente alla popolazione del Quadraro. Il 7 febbraio 1944 durante un’azione la banda fu decimata. In un sabotaggio nei pressi di Ciampino furono catturati in molti dai tedeschi delle SS e i partigiani Gori, Romagnoli, Bufera e Butticè, residenti al Quadraro, furono poi fucilati alle Fosse Ardeatine.

Bandiera Rossa fu un’organizzazione comunista attiva particolarmente a Roma con centinaia di aderenti nelle zone Quadraro-Torpignattara. La sua base era piazzata nei sotterranei del Sanatorio Ramazzini. Costantino Rossi, il capo locale di questa formazione, aveva la sua roccaforte a Villa Certosa. Molti di loro furono uccisi durante i combattimenti con le forze nazi-fasciste.
Il 21 aprile, qualche giorno dopo il rastrellamento del Quadraro, un gruppo di Bandiera Rossa assaltò l’aeroporto di Centocelle, all’epoca strategico dei tedeschi per la guerra.

Anche i GAP Gruppi di Azione Partigiana, facenti riferimento al Partito Comunista Italiano e alle Brigate Garibaldi erano presenti al Quadraro. Queste erano le più organizzate, armate e disciplinate fra tutte le altre formazioni della zona. La base principale di quest’area era il Gap VIII zona.
Responsabile di questo gruppo era Fiorentini, autore delle più audaci azioni combattenti che si sono svolte in questa parte di Roma. Morì insieme ad altri suoi compagni nel 1944 alle Fosse Ardeatine, trucidato dai nazisti.
Le azioni dei GAP durarono fino alla liberazione di Roma.


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